Quelle vetrine "cancellate"
(Casa Cavazzini)
Messaggero Veneto
– sabato 24 luglio 2010
In
attesa
di
poter
visitare
l'interno
degli
edifici
predisposti
per
la
Galleria
d'arte
moderna,
vorrei
permettermi
di
esporre
una
mia
sensazione,
che
riguarda
la
facciata
su
via
Savorgnan.
Quei
riquadri,
che
un
tempo
erano
le
vetrine
di
sior
Dante
Cavazzini,
murati
e
coperti
con
un
intonaco
color
giallino,
mi
hanno
messo
una
certa
malinconia.
Certamente
in
una
galleria
d'arte
non
sono
ammissibili
aperture
vetrate
di
questo
tipo.
Ma,
mi
permetto
di
pensare,
in
corrispondenza
delle
antiche
vetrine
non
si
sarebbero
potuti
ricavare
spazi
espositivi
a
uso
del
Comune
o di
altri
enti
pubblici?
Penso,
per
esempio,
alla
possibilità
d'illustrare
in
modo
molto
efficace
le
iniziative
ospitate
nel
vicino
palazzo
Morpurgo.
Sarebbe
bastato
arretrare
di
poco
più
di
un
metro
il
tamponamento
murario,
ricavando
così
una
serie
di
spazi
vetrati
di
grande
interesse,
essendo
per
di
più
prospicienti
su
una
strada
pedonale
molto
frequentata.
Rubare
un
po'
di
spazio
ai
locali
interni
non
credo
avrebbe
causato
gravi
danni
alla
funzionalità
degli
stessi.
Questa
non
è
certo
una
critica
all'illustre
progettista;
è il
pensiero
di
un
cittadino
qualunque,
che
forse
il
Comune
potrebbe
ancora,
con
non
grande
spesa,
prendere
in
considerazione.
Roberto
Gentili
Udine
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