Decreto anche per il canone
Messaggero Veneto
– martedì 9 marzo 2010
Care
lettrici
e
cari
lettori,
ho
un
problema
del
quale
desidero
rendervi
partecipi.
Quest'anno
non
sono
riuscito
a
pagare
l'abbonamento
alla
Tv
entro
il
28
febbraio;
in
realtà
volevo
pagarlo,
ed
ero
anche
entrato
nell'ufficio
postale
in
tempo
utile,
ma
poi
sono
dovuto
uscire
perché
dovevo
fare
la
pipì
e
quando
sono
rientrato
ero
ormai
fuori
tempo
massimo.
Credo
che
questo
problema
non
sia
solo
mio,
ma
probabilmente
è
condiviso
da
milioni
di
altri
italiani,
per
lo
meno
tutti
quelli
che
hanno
un
metabolismo
normale
e
devono
fare
la
pipì
3 o
4
volte
il
giorno;
come
sì
può
pensare
di
escludere
questi
milioni
di
italiani
dalla
possibilità
di
esercitare
il
loro
diritto/dovere
di
pagare
l'abbonamento
alla
Tv?
Ora
mi
aspetto
che
il
Consiglio
dei
ministri
approvi
un
decreto
interpretativo
che
faccia
finalmente
luce
su
cosa
voglia
dire
"pagare
l'abbonamento
alla
Tv
entro
il
28
febbraio":
è
necessario
proprio
pagarlo
o
basta
dimostrare
che
si
era
nelle
immediate
vicinanze
dell'ufficio
postale
e
magari
si
stava
cercando
un
parcheggio?
Credo
che
sarebbe
inoltre
un
gesto
di
sensibilità
politica
se,
solo
per
quest'anno,
il
decreto
interpretativo
tenesse
conto
anche
del
fatto
che
da
circa
un
mese
faccio
la
pipì
anche
5
volte
il
giorno
e
che
a
Udine
c'è
un
vigile
particolarmente
severo,
per
cui
è
diventato
ancora
più
difficile
lasciare
la
macchina
in
sosta
vietata
anche
per
pochi
minuti
per
entrare
nell'ufficio
postale.
Attendo
fiducioso.
Luciano
Ceccon
Udine
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