Cenni storici

 

 

 

Fin dall'antichità la naturale posizione strategica di Codroipo, sul passaggio obbligato del guado del Tagliamento, ne ha condizionato le vicende storiche. In età romana è crocevia di due importanti strade tracciate per agevolare i traffici commerciali e militari incentivati dalla vicinanza della prospera colonia dì Aquileia, e diventa sede di una guarnigione di soldati con particolare rilevanza strategica.
Anche le successive invasioni barbariche privilegiano questo passaggio, e per fronteggiarle vengono erette costruzioni fortificate (castella).
Nell'Alto Medioevo la regione diventa sede di un ducato longobardo, che ha per capitale Cividale, e conosce un periodo di relativo splendore. Verso la fine del IX secolo si verificano nella regione le terribili invasioni degli Ungari, che si protraggono fino alla metà del secolo successivo lasciando devastazione e morte e causando il quasi completo spopolamento dei territori. Nel corso del secolo XI si rafforza il potere del Patriarca di Aquileia, che esercita una notevole influenza sul territorio, ma nel secolo successivo cresce l'autonomia di potenti feudatari locali, che contenderanno al Patriarca il dominio di alcuni territori, Codroipo inclusa.
Nel 1420 Codroipo passa alla Repubblica di Venezia (anche se per un certo periodo resterà oggetto di un'aspra contesa fra il Patriarcato, i Conti di Gorizia e l'Impero d'Austria). Il 1477 rimarca ancora una volta il destino di "passaggio" subito da Codroipo, in occasione dell'invasione Turca. Trascorso un periodo di relativa stabilità che non apporta mutamenti sostanziali nell'assetto socio-politico, arriviamo al 1797, allorché Napoleone firma il Trattato di Campoformio, con il quale viene sancita la fine della Repubblica di Venezia e il passaggio di Friuli e Veneto all'Austria. Nel 1866 anche il Friuli diventa italiano, ma il nuovo assetto geo-politico e la conseguente posizione marginale della regione ne determinano l'esclusione dai grandi flussi commerciali e dalla industrializzazione che caratterizzò altri centri della neo-unificata Italia. La depressione economica che ne consegue costringe all'emigrazione: sul finire del secolo centinaia di codroipesi si recano oltre oceano e in altri stati d'Europa in cerca di lavoro. Negli anni della Grande Guerra, dopo la disfatta di Caporetto, Codroipo subisce ancora una volta la sua vocazione di passaggio "est-ovest": le truppe in ritirata e le colonne di profughi, sotto la spinta dell'avanzata austriaca, vi si affollano per attraversare il Tagliamento. Durante il Secondo conflitto mondiale, come nevralgico nodo ferroviario e stradario, oltreché sede di depositi di munizioni, Codroipo è oggetto di incursioni aeree con bombardamenti devastanti. Anche il secondo dopoguerra porta con sé una pesante eredità di emigrazione, ma ben presto a Codroipo, come nel resto del Friuli, si è andato consolidando un considerevole sviluppo economico, con particolare rilievo per i settori del commercio, dell'artigianato e del terziario.