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CENNI STORICI
I
primi nuclei di associati sorgono nell’Italia Settentrionale, a
Torino e a Milano, nei primi anni del secolo. Nel 1921, detti
nuclei si infoltiscono con i reduci del primo conflitto mondiale
e sorgono gruppi e sezioni, anche per ricordare i diciotto
reggimenti disciolti nel periodo 1918-20. Scopo
dell’Associazione era, quello di raccogliere, tutti coloro che
avevano servito nei reggimenti, facendo appello ai sacrifici
compiuti insieme durante la guerra e riallacciandosi alle nobili
tradizioni della Cavalleria Italiana, affinché tale eredità,
spirituale non andasse dispersa. Il 20 maggio 1922 a Milano,
l’Associazione riceve in dono, offerto dai dodici reggimenti
superstiti dell’Arma, lo Stendardo, uguale a quello dei
reggimenti combattenti, simbolo di legittima, diretta
discendenza e rappresentanza. Nel 1924 la Presidenza viene
trasferita a Roma. Nel 1925 vengono assegnati lo stemma ed il
motto araldico, il primo incentrato sulla figura di San Giorgio,
che diviene patrono dei cavalieri italiani con bolla papale del
1937, il secondo coniato dal bianco lanciere Gabriele D’Annunzio
in “ut velocius, ut vehementius”. Nel 1934 viene ripresa la
pubblicazione della Rivista di Cavalleria (nata nel 1866). Nel
1838 cambia la denominazione dell’ANAC in Reggimento Cavalieri
d’Italia.. Dopo la seconda guerra mondiale risorge come ANAC.
Lo
statuto dell’ANAC si prefigge l’amore e la fedeltà alla Patria,
il culto delle glorie dell’Arma e dei Cavalieri Caduti
nell’adempimento del dovere, il ricordo dei Cavalieri scomparsi,
l’esaltazione delle spirito e delle tradizioni del cavaliere,
espressione questa di un modo di vita e di un atteggiamento
spirituale che hanno per unica meta l’Italia, l’assistenza
morale e nei limiti del possibile, materiale dei soci e dei loro
familiari, l’aggiornamento dei soci per quanto interessa
l’attività dell’Arma, il collegamento con le Forze Armate,
mediante continuo fraterno contatto con unità ed enti dell’Arma. |
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L’ANAC è
un’associazione istituzionale, riconosciuta la Ministero della
Difesa, apolitica e senza fini di lucro alla quale possono
appartenere sia coloro che prestano o hanno prestato servizio
nell’Arma di Cavalleria e nelle sue specialità, sia coloro che
si sentono legati da sentimenti di attaccamento e simpatia.
L’attività
dell’Associazione si svolge nei seguenti campi d’azione :
-
diffusione
dei sentimenti d’amore e di fedeltà alla Patria, sintesi dei
valori che hanno costituito e mantengono unita la nazione ;
- culto delle
glorie (militari ed equestri) dell’Arma e dei Cavalieri caduti
nell’adempimento del dovere;
- esaltazione
dello spirito e delle tradizioni del cavaliere, antico difensore
dei più deboli, coraggioso, generoso, rispettoso della
sensibilità altrui (qualità apprese dall’antico rapporto con il
cavallo), espressione di un modo di vita e di un atteggiamento
spirituale che hanno per unica meta il bene nazionale ;
- assistenza
morale e materiale dei soci e delle loro famiglie anche
attraverso un continuo, fraterno contatto con le unità e gli
enti dell’Arma.
L’Associazione :
-
organizza
manifestazioni patriottiche e culturali su temi istituzionali ;
-
promuove
attività inerenti la storia dell’Arma e dei suoi più noti e
valorosi uomini;
-
tutela le
tradizioni militari ed equestri dell’Arma nel quadro di una
visione moderna ed aggiornata della realtà odierna ;
-
organizza
attività sportive prevalentemente in collaborazione con enti
militari;
-
promuove
attività assistenziali e benefiche con priorità alle categorie
più deboli;
-
fornisce ai
soci servizi a condizioni particolarmente convenienti ;
-
avvia
iniziative ed interventi che facilitino il reinserimento nel
mondo del lavoro dei militari al termine della ferma;
-
costituisce
punto di contatto tra l’ambiente militare e quello civile,
curando la reciproca informazione e facilitandone i rapporti .
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